CIAO ALEX! In ricordo di Zanardi

L’estremo saluto della Formula 1

Con il semplice saluto “Ciao Alex!”, scritto sulle livree delle vetture da corsa, il mondo della F1 dalla prestigiosa ribalta di Miami ha voluto rendere omaggio alla scomparsa di Alex Zanardi. E non poteva essere altrimenti: Zanardi fu protagonista di quel mondo al culmine della sua carriera automobilistica, dopo un lungo apprendistato nelle categorie minori, distinguendosi sempre come pilota veloce, estroso e spettacolare.

La rinascita dopo l’incidente

Il mondo dei motori fu il suo universo per molti anni, fino al terribile incidente del 2001 al Lausitzring, in Germania. Quello che sembrava segnare la fine di tutto divenne invece l’inizio di una seconda vita. In quell’impatto Zanardi perse le gambe, ma trovò la forza di tornare a gareggiare anche se non più al volante di una vettura da corsa, ma su una handbike, spinta unicamente dalla forza delle braccia.

Traguardi oltre il limite

In questa nuova fase della sua vita sportiva, Alex dimostrò un carattere d’acciaio e una forza agonistica straordinaria, che lo portò a raggiungere risultati eccezionali.
  • Alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016 conquistò complessivamente quattro medaglie d’oro e due d’argento.
  • Ai Campionati Mondiali di paraciclismo ottenne 16 ori, 5 argenti e 1 bronzo tra cronometro, prova in linea e staffetta.
  • Si misurò anche nelle durissime prove dell’Ironman: 3 chilometri a nuoto, 180 in handbike e 42,195 chilometri in carrozzina olimpica, senza interruzioni. Serviva una volontà fuori dal comune per affrontare sfide simili. Lo stesso Alex raccontò di essere stato più volte vicino al ritiro, ma con tenacia riuscì sempre a resistere. Per questo era impossibile non tifare per lui.

Caro Alex

Come già detto sopra, abbiamo avuto l’occasione di conoscerti ed ammirarti nella tappa di Merano della Coppa del Mondo di para-ciclismo. Quel fine settimana rimane per noi indimenticabile, perché riuscisti a importi ovunque: 
  • Nella cronometro di Marlengo, con arrivo in salita, conquistasti il primo posto.
  • Nella gara in linea, disputata nel pieno centro di Merano, confermasti ancora una volta la tua superiorità.
  • Nella staffetta mista, corsa sulle rive del Passirio sotto una pioggia torrenziale, trascinasti la tua compagna Claudia Schuler a un meritatissimo secondo posto davanti ai suoi concittadini in visibilio.
Fu uno spettacolo straordinario, che ancora oggi ricordiamo con emozione.
Dopo l’esperienza di Merano 2013, fummo chiamati anche l’anno successivo a Castiglione della Pescaia per cronometrare la Para-Cycling World Cup, in programma dal 9 all’11 maggio 2014. Cambiarono il luogo e le gare, ma non i risultati perché riconfermasti il primo posto sia nella cronometro sia nella prova in linea, oltre al secondo posto nella staffetta.

Al di là dei risultati, Castiglione fu per noi anche l’occasione di conoscerti ancor meglio, sia come atleta che come persona. Conserviamo ancora con affetto una foto scattata insieme a te e all’allora presidente della Federazione Ciclistica, Renato Di Rocco.

Negli anni successivi fummo presenti a molti altri eventi di paraciclismo, tra cui i Campionati Mondiali di Bogogno nel 2014 e quelli di Maniago nel 2018. Ogni appuntamento rappresentava per noi una nuova occasione per ammirare le tue imprese.

Ribadiamo ancora:
Sappiamo bene che noi cronometristi, per definizione, dovremmo limitarci a registrare i tempi senza lasciarci influenzare da altro. Ma davanti a un campione del tuo calibro, e soprattutto a una persona della tua tempra, come si poteva restare indifferenti?

Oltre l’atleta: il progetto Obiettivo3

Fin qui abbiamo ricordato Zanardi atleta, ma questo è solo un aspetto della sua vita. Alex fu molto di più. Ripensando alla propria esistenza e alla carriera agonistica, Alex comprese che i suoi successi erano frutto non solo di una volontà straordinaria, ma anche di opportunità preziose che non tutti hanno la possibilità di cogliere.

Da questa consapevolezza nacque il nobile desiderio di offrire ad altri, nelle sue stesse condizioni ma privi dei mezzi necessari, la possibilità di mettersi alla prova. Questo ideale prese forma nel progetto “Obiettivo3”, al quale si dedicò con tutto sé stesso, nonostante le numerose difficoltà, soprattutto economiche. Un sostegno arrivò anche attraverso l’organizzazione di eventi sportivi e gare dedicate, alle quali partecipava per primo, dando l’esempio.

Purtroppo, un destino crudele lo fermò tragicamente: il 19 giugno 2020, a Pienza, durante una discesa perse il controllo della sua handbike, invase la corsia opposta e si scontrò frontalmente con un camion che sopraggiungeva nella direzione opposta. Fu l’inizio dell’ultimo, durissimo tratto della sua vita.

Un ultimo saluto

Ci associamo con umiltà anche noi nel porgerti l’estremo saluto. La morte ha vinto contro di te una lunga partita a scacchi, ma il tuo ricordo rimarrà sempre vivo tra noi.

                                           di Sergio Conte